25 aprile

“E non ti ho mai detto che ogni anno, ogni venticinque aprile, ogni nascita della bella stagione era ed è per me un boccone amaro, e che tuttavia cerco di ringoiare per sentire se cambia di sapore. Nel millenovecentoquarantacinque qualcosa è finito e non è più cominciato. S’è fatta la Repubblica e una Costituzione lucente e degna di tutti i morti che abbiamo perduti. Ma a ogni ricorrenza ho visto le persone peggiorare, le belle idee farsi fioche e prive di gusto, le feste della Liberazione diventare dei vezzi logori e sgradevoli. Con tante parole dette tanto per dirle. Si smetteva di fare bene per fare benino, ogni volta di più. La gente intorno a me, e io stesso, diventavamo avventati predatori sulla libertà. Fino a snobbarla a causa delle meritate inerzie che, dopo la guerra, divennero alla lunga fatali.”
 
G. Verri, Festa di Liberazione (Racconti Partigiani, 2015)v
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El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
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