Il bosco di Oma

bosque pintado - oma - 25gen2013 (4)Il bosco dipinto di Oma è un posto che temevo di non trovare.
Oma non è che una frazione di quattro case di numero, nel comune di Kortezubi, non lontano da Guernica. In realtà con un po’ di culo e un mediocre navigatore ci si ritrova su una strada che a un certo punto sfoggia un cartello che dice “Bosque Pintado”. Da lì basta seguire ciecamente fino all’indicazione seguente, che si trova a Santimamiñe, nei pressi di un provvidenziale parcheggio. Sul quale danno una locanda aperta tutto l’anno e un ufficio informazioni che, al contrario, è spesso chiuso (per gente come me che va in giro fuori stagione).

Macinare i 3 km che separano il parcheggio dal bosco dipinto è facile e necessario. Si reimpara ad apprezzare il sole che filtra tra i rami, i diversi alberi della vegetazione, i sassi tra il fango che si sta seccando, le radici e i rumori degli uccelli. Siamo se non dentro nei pressi della Riserva di Urdaibai. Dopo aver percorso un tratto in salita, un sentiero gradinato ci conduce più in basso. Ed ecco, a poche centinaia di metri dall’inizio della discesa, l’inizio del bosco di Agustín Ibarrola. Nato nel 1930, con un inizio di carriera da autodidatta proseguita poi a Madrid e Parigi, Ibarrola ha immaginato delle figure e le ha dipinte su più tronchi d’alberto, pezzo pezzo, in maniera tale che da certi punti di osservazione, debitamente ma discretamente indicati al suolo, il visitatore le possa riconoscere. Una visita casuale può essere comunque un’esperienza indimenticabile, ma credo che per cogliere appieno la visione di Ibarrola sia meglio essere muniti della mappa del bosco. Conoscere i nomi delle figure che si scorgono, infatti, è stato fondamentale per me per capire la complessità e la profondità dell’intero progetto.

Photo courtesy of Giacomo Zanon.

Photo courtesy of Giacomo Zanon.

Dal bosco poi si può non solo tornare sui propri passi, ma anche avviarsi in discesa verso Oma, frazione di Kortezubi composta da una manciata di belle case di montagna e da pascoli che si allungano su di un terreno carsico.
I cani in queste regioni non mancano mai, ma sono molto educati e amano le persone. Grandi e piccoli, scondizolano con te anche se ti vedono per la prima volta e non abbaiano mai. Sono per lo più puliti e felici.

Lungo la strada del ritorno vi sono capre, pecore e asini in quantità, più una decina di cavalli. Due di questi alla nostra vista si rotolano sulla schiena a gambe all’aria. Se non sapessi che si stanno grattando, direi che si sbellicano dalle risate a nostre spese.

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El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
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