Biarritz per re e contadini

L’indomani torno sulle mie orme in terra francese. L’architetto mancato di famiglia (in famiglia siamo tutti mancati, in qualche misura) desidera vedere la cittadina più chic della costa basca, ma gli manca un traduttore. Voilà.
biarritz 23gen2013Naturalmente a Biarritz piove tutto il tempo. La città, nient’altro che un’estremità di Bayonne, in realtà, è minuscola, poco interessante e praticamente morta dato il periodo non stagionale. Si fatica a trovare un bar dove potersi riposare dalla pioggia e dal vento – con l’unica eccezione del famigerato Miremont, antico salon de thé di nobili e regine, evidentemente caduto tanto in basso che oggi posso entrarci anch’io che sono una contadina senza neanche una zappa. Mio fratello, tutto eccitato dall’eleganza del posto e a dire il vero anche un  po’ intimorito dal portamento del  cameriere, si lascia sfuggire una tipica esclamazione veneta di stupore e ammirazione: la bestemmia.
A riveder le scene con la memoria, certi momenti della mia vita sono proprio esilaranti.

Un consiglio per chi, come me, debba andare a Biarritz ma non ami i centri marittimi leccati e costosi ricolmi di boutique.
Allontanatevi dal centro della cittadina, non in direzione di Bayonne ma verso sud.
Già nei pochi minuti di strada che vi separano dalla Cité de l’Océan (illuminata creazione di biarrtiz - cité de l'ocean 23gen2013 (1)Steven Holl che vale una visita dopo il tramonto, quando le sue luci si accendono), si può trovare un mondo “normale” fatto di case tipiche locali, cinte dal verde, e pendii che digradano al mare, lungo cui ci si imbatte in piacevoli minuscole casette-bar che vantano dei tavolini di legno proprio in faccia all’oceano.

A Hendaye richio di perdere il treno pur essendo arrivata con mezz’ora di anticipo  perché non so leggere il numero dei binari. Quando, sul treno, mi riprendo dallo shock, leggo sul SUD-OUEST che cercano comparse a Biarritz per girare una fiction.
Biarritz resta Biarritz anche senza re e regine…

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El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
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