L’indefinito era / Nenoteiktā bija – Nora Ikstena

Le azioni di Dio sono insondabili. Una volta egli andò da un poeta e gli disse: “Hai già tutto, cosa vuoi ancora?”.  Il poeta pensò un momento: “Quello che c’era non c’è stato per niente, ho bisogno che ci sia quello che c’è”. Dio decise allora di punire il Poeta per una tale risposta e di giocargli lo scherzo più meschino della sua esistenza: lasciare al poeta ciò che era, secondo lui, la cosa principale – la capacità di pensare, e di togliergli ciò senza cui, pensava Dio, si poteva comunque vivere – l’abilità di scrivere e raccontare. Il Poeta non se lo meritava. Aveva l’impressione di aver già passato così tanto tempo con Dio che ora lui avrebbe potuto lasciarlo in pace. Il Poeta fu sorpreso dal gesto di Dio, rimase impreparato e profondamente ferito. E ogni mattina, svegliandosi da solo con i suoi pensieri, si interrogava sul gesto sleale di Dio. E spesso rimuginava sul fatto che sarebbe stato proprio uno bello scherzo – di scrivere del fatto di non poter più scrivere né dire a nessuno ciò che pensava.

Nora Ikstena
2006
(traduzione di Camilla Zanon)

Dieva darbi ir neizdibināmi. Reiz viņš atnāca pie dzejnieka un teica: “Viss tev jau ir bijis, ko tu vēl gribi?”. Dzejnieks brīdi padomāja: “Kas bija, nemaz nebija, vajag, lai būtu, kas ir”. Par tādu atbildi Dievs nolēma dzejnieku pārmācīt un izspēlēt ļaunāko joku savā mūža: atstāt dzejniekam, viņaprāt, pašu galveno – domāt, bet noņemt to, bez kā, Dievaprāt, valet divo – spēju rakstīt un stāstīt. Dzejnieks to galīgi nebija pelnījis. Viņam bija licies, ja viņi kopā ar Dievu tik daudz sāls pudu apēduši, ka tagad jau varēja atļaut mierīgi padzīvot. Viņš bija pārsteigts nesagatavots un dziļi sāpināts. Un katru rītu, kas viņš pamodās viens ar savām domām, viņš prātoja arīdzan par Dieva negodīgo izrīcību. Un bieži aizdomājās līdz tam, ka tas tik būtu joks – uzrakstīt par to, kā viņš tagad nevar ne uzrakstīt, ne izstāstīt, ko domā.

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El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
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