SAKURAN di Mika Ninagawa: primo è l’apparire

Giorni di FEFF, giorni di Far East Film Festival, a Udine.
E la pellicola dell’edizione è… Sakuran!

L’esordio cinematografico della giovane figlia del regista giapponese Yukio Ninagawa riflette chiaramente il suo ambito artistico di provenienza: Mika, infatti, è già una fotografa di fama mondiale (recentemente una sua mostra è stata ospitata in una famosa galleria berlinese). Ovviamente chi non si accontenta gode, e così Mika ha deciso di tentare l’avventura cinematografica, creando un pastiche coloratissimo e iper-pop dove i suoi personaggi sembrano galleggiare in un universo-altro, spinti da innumerevoli forze (o un destino?).

La prima proiezione semi-ufficiale è stata organizzata all’ultimo minuto – con un avviso appenso con due pezzetti di nastro adesivo – alla 57a Berlinale. Il film è un arrischiato ritratto del Giappone del 1700, dominato ancora dai samurai conturbati dalle cortigiane, ovvero dalle oiran (il più alto grado della gerarchia della prostituzione nipponica).

Caratteristica dell’opera, oltre alla maniacale attenzione impiegata dalla regista nel dipingere ogni inquadratura (fatica non infruttuosa: la fotografia è incredibile!), è il modo in cui la Ninagawa ha sconvolto la classica ricostruzione storica del periodo, creando un film che forse può allinearsi sulla scia dell’esempio “Moulin Rouge” o, ancora meglio, Marie Antoniette della buona vecchia Sofia (Coppola).

 

 

 

Il montaggio sincopato e le scelte musicali che si muovono tra i generi piu’ disparati sono una vera e propria ondata di liberta’ creativa, raramente inscritta nell’angusto spazio rettangolare dell’inquadratura, specie dei mono-filoni della cinematografia asiatica.

E così nel seguire le orme della  piccola oiran KiyohaHigurashi, la protagonista del film interpretata dalla giapponese Anna Tsuchiya, si finisce col farsi ammaliare da questa farsa melodrammatica in costume, con sprazzi jazz e rock nella colonna sonora (by Shena Ringo), e con una storia che ai fruitori di film circuito blockbuster richiamerà senza dubbio Memorie di una Geisha…
resta, però, che questa è la versione made in Japan di uno storico fenomeno della cultura giapponese!

 

 

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El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
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