post onirico

Sempre a proposito di vampiri, che in questo periodo mi ossessionano ribaltano invadono, ho letto per caso questa poesia di Pessoa. Malgrado il titolo spiacevole – “L’apprendista di Asterione” – rispetto al suo contenuto, trovo si addica non male al mio stato d’animo di quando mi sveglio nell’inquietudine del mio turbamento post-onirico, e di quando vi permango per il resto del giorno e della seguente notte…
Furtiva mano di un fantasma occulto
fra le pieghe del buio e del torpore
mi scuote, ed io mi sveglio, ma nel mio
cuore notturno non trovo gesto o volto
Un antico terrore, che insepolto
porto nel petto, come da un trono
scende sopra di me senza perdono,
mi fa sua serva senza cenno o insulto.
E sento la mia vita di repente
legata con un filo di Incosciente
a ignota mano diretta nell’ignoto.
Sento che niente sono, se non l’ombra
di un volto imperscrutabile nell’ombra:
e per assenza esisto, come il vuoto.
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El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
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