Risposta a L.T. (D.M.)

Vorrei cominciare questa lettera di risposta allo scritto “Nel Paese che ha paura” affermando che,dopo l’apparente caduta di un Governo che per cinque anni ha stipulato leggi per la tutela dell’interesse del singolo, norme tese a gettare elevate percentuali di capitale nelle mani di pochi individui incapaci a loro volta di rigestirli, dopo cinque anni di imbarazzanti incompetenze politiche,censure e movimenti anticostituzionali,di inutili manovre fiscali e contributi statali (aggravanti quindi su una spesa pubblica di per sè già  preoccupantemente elevata) mirati all’aumento di uniche imprese privilegiate,mi infastidisce pensar alla repentina nascita di insicurezze sociali causate dall’attuale divisione ideale.
Il Paese era già diviso,anche prima dello spoglio elettorale, e la preoccupazione (motivata solo in parte) di cui tanto si parla in questo momento di cambiamenti, molti l’han già affrontata in quegli anni precedenti in cui l’applicazione arbitraria della legge italiana faceva somigliare sempre di più il nostro Paese ad un regime in fallimento.
Finalmente abbiamo una speranza di ripresa economico-culturale e la nutriamo tanto come persone quanto come cittadini nello stesso medesimo momento.
Il citato J.J. Rousseau per primo riconosce una fortissima azione endogena della società sull’individuo e,d’altro canto,è chiaramente visibile la forza di verso opposto,quella che parte dalle emozioni e dal pensiero della persona prima per arrivar a sconvolger il suo comportamento sociale.
Affermato questo,non sembra del tutto superata la divisione tra i due enti che tanto si influenzan l’un l’altro da modificarsi profondamente a vicenda fino a fondersi nella complessità dell’uomo sociale? Come si può,nel veder un secchio di vernice verde,dir con certezza che al blu è stato aggiunto il giallo e non viceversa?
Occorre veramente la preparazione di una nuova cultura,un sistema educativo nella quale l’individuo dev’essere considerato nella sua totalità,nel pubblico come nel privato,come persona e cittadino senza distinzioni,senza stereotipi. Occorre una cultura in cui le parole comincino a viver ed evolversi per quello che sono: non serve uno spirito politico privo di “clericalismi“,ne serve uno in cui il diritto della Chiesa e l’applicazione dei suoi principi finalmente evolvino,lascino indietro -seppur in ritardo- i loro pesanti dogmi per abbracciare l’attualità del mondo che li circonda.
Anche la parola “democrazia” sembra ormai morta,è stata svuotata del suo significato più basilare. Persino il dizionario della lingua italiana ha enormi difficoltà a definirla in senso particoleraggiato e in modo applicabile alla situazione governativa attuale:

democrazìa: 1)Forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo che la esercita per mezzo delle persone e degli organi che elegge a rappresentarlo.  2) Paese retto tale forma di governo.            (il nuovo Zingarelli – Zanichelli)

Rousseau parla sì di “ingovernabilità della democrazia rappresentativa in Paesi di milioni di abitanti” (Montesquieu dirà la stessa cosa spostando l’attenzione del discorso sull’aspetto dell’estensione geografica) ma soprattutto,affrontando lo stesso discorso in maniera indubbiamente più pratica e concreta, sottolineò la VERA funzione della democrazia,ovvero

la tutela dello scambio delle opinioni e dei pensieri umani al fine di un sereno confronto.

e in fin dei conti è la definizione di cui è carente il nostro dizionario,è la direzione in cui dovrebbe evolversi quella precisa parola. Non dovrebbe più essere intesa come “il mezzo“, bensì “il modo” in cui dovrebbe esser governata una Nazione. Voltaire,in una sua celebre frase,riassunse a dir poco brillantemente questo aspetto della democrazia:

Io non sono d’accordo con quello che tu dici,ma darei la vita purchè tu la possa dire

E’proprio da lì che scaturisce una delle più grandi dignità umane,dal confronto diretto e passionale con le persone attorno a noi, non nel singolo che “svetta tra le nuvolaglie della gente“.
Sono d’accordo nel dire che si dovrebbe ripartir da capo,senza paura del confronto e della diversità,ma è necessario cambiare il nostro modello sociale. E come si può pretender di aver canoni di valori diversi finchè il leader della tua Nazione riflette proprio tutti quei valori che dovrebbero esser cancellati dalla società ideale? In merito,vorrei concludere con il Discorso alla Camera dei Deputati di Alexis de Tocqueville:

Quando cerco nei diversi tempi,nelle diverse epoche, presso i diversi popoli quale è stata la causa efficiente che ha portato alla rovina un Governo,vedo sì il tale evento,il tal uomo,la tale causa accidentale o superficiale, ma, credetemi, la causa reale, la causa vera che fa perdere agli uomini il potere è che sono divenuti indegni di esercitarlo.”

Non è il momento di aver paura,è il momento di lavorar duramente per poter tornar a sperar nel futuro.

(Davide)

Annunci

Informazioni su greenbean

El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
Questa voce è stata pubblicata in loud thinking, news about the world. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...