ich stelle vor…

sono sempre stata una persona abbastanza introversa, malgrado con gli anni abbia difficoltosamente iniziato un processo di svernamento che mi ha portato a diventare la graziosa signorina strana ma relativamente socievole che ora mi trovo ad essere… quando ero più piccola, amavo gironzolare attorno al minuscolo cortile di casa, inseguivo i gatti, come loro mi strusciavo contro i muri, mi spaventavo dell’erba quando questa mi appariva più alta o fradicia del solito. il sole d’inverno non mi è mai piaciuto, nè ora riesce a piacermi: ho sempre avuto l’impressione che tutto lo sforzo che faceva (e probabilmente ancora fa) per oltrepassare la cortina di nebbia che cinge i miei paesi fosse qualcosa di fittizio, quasi che il suo triste fallimento testimoniasse che il sole, in realtà, non ci metteva tutto l’impegno necessario.
poi venne mio fratello minore, e con esso i miei guai, che da interni si espansero sotto forma di bruciore alle cornee fino all’esterno di me. lì la cosa che chiamavo vita prese ad essere sempre più ispida e dura. iniziai a mentire, a fingere, a nascondere le cose e le idee. mi perdevo in mondi inesistenti e peccaminosi che prima non avevo mai avuto bisogno di creare nè usare; giocavo fino all’orlo dei bui pomeriggi autunnali nella fredda casa della nonna, vicino agli specchi e agli spifferi delle finestre dai vecchi infissi sgretolati. nessuno mi disturbava finchè facevo silenzio, e i miei giochi solitari erano estremamente silenziosi… tutto ciò che mi serviva erano uno specchio assalito dalla ruggine e qualche foulard dismesso. giocavo alla principessa orientale costretta nel suo palazzo a sposare un re che non amava: mi crogiolavo nel mio patimento inventato che per me aveva un che di nobile ed eroico che nessun’altra condizione poteva eguagliare.
in un certo senso forse è in quei giorni che la sindrome di coattività e impotenza che oggi mi perseguita ha avuto origine. ed è buffo come prima d’ora non avessi mai risalito la corrente…
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El búho deja su meditación, limpia sus gafas y suspira. Una luciérnaga rueda monte abajo, y una estrella, se corre. El búho bate sus alas y sigue meditando. Federico Garcia Lorca
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Una risposta a ich stelle vor…

  1. maria grazia ha detto:

    …senza parole…un lieve tremito mi percorre la schiena,s’insinua tra le vertebre…credo di aver riportato alla mente il momento esatto in cui ho cominciato anch’io a fingere,strana sensazione…
    principessa triste dai torbidi pensieri…

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