La domenica sera

La domenica uno non vorrebbe mai andare a letto, per non dar a vedere alla giornata che è finita e dar modo al lunedì di farsi avanti. Ma l’idea di stare svegli fino a tardi, per quanto audace, potrebbe non avere effetti positivi nel momento in cui veramente il lunedì mattina si materializzerà nei pressi del posto di lavoro.

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The place I live

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… good sense says I should not complain. But still.

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Laima pulkstenis

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Interferenze

È una primavera anomala, lunga meno di un mese, nata tardiva i primi di aprile; e da allora piovosa, e ricca di rapide nuvole in cielo, di nuvole fiorite in terra, e di erba verdina e tenera. Una primavera che non avevo mai visto in venticinque anni: autentica, antica e, forse per questo, interessante più delle solite noiose esperienze primaticce.
Porta con sé sere di tramonti grigi bucati da raggi solari; questi raggi arrivano tardi, appena appena in tempo per occhieggiare il sottostante mondo bagnato da dietro cumuli piovosi ormai esauriti. In quel momento, in cui filtra una luce pallida e cadente e da un punto vastissimo, nascosto sull’orizzonte, si espande un chiarore diffuso e subito quasi spento, in quel momento in cui da piccola mi prendeva una malinconia di cose future, oggi – ho interferenze. Tramonti violastri, forti di questo gonfio aprile: ma sotto lo stesso cielo e nella stessa luce sono altrove. Attorno e fuori le case marine di liepaja o sull’orlo del faro di slitere. Né sono sola, perché c’è tutto – odori umidi fungini animali fangosi fumosi nebbiosi. Gocce di pioggia sulle dita, nel collo, quasi dentro le scarpe. Il silenzio che cresce al calare del vento, un’attesa impercettibile e dubbiosa – tornare sui propri passi o proseguire? Davanti un bosco che inghiotte la luce obliqua, o un vicolo goloso d’ombre; in bocca saliva nuova e sui capelli tele di ragni strappate in faggeta, o da cancelli e chiacchierose grondaie. Andare attorno con le mani fredde, le ginocchia curve, le caviglie scoperte. Le cui ossa sono straniere in una terra guardinga e muta, ma non impervia, non malvagia.

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MicroMondo

Little People – A tiny Street Art Collection
from www.streetartutopia.com

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Rimango il gufo [beca e bastonada]

Ma posso io avere al lavoro un’applicazione per caricare le condizioni contrattuali a sistema che si chiama “Paradox” senza pensare ogni volta al modo in cui Pauls dice “paradoks!” ? Posso io andare avanti a nostalgie ogni volta che mi metto in punta di piedi perché non arrivo ad appendere/prendere qualcosa in alto? Posso, ogni volta che tenendo il cibo con la mano sinistra mi appresto a tagliarlo con il coltello nella destra, distrarmi, rischiando così ancora di più l’amputazione delle dita manche? Posso forse usare un programma di ricerca dei punti vendita dove sono accettati i miei buoni pasto che funziona tramite finestra di ricerca che quando comincio a scrivere “La-” per “Lando supermercati” mi suggerisce in automatico “Latvija”?
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Bezmiegs – forse la mia animazione preferita

Bezmiegs-Insomnia-2004-Vladimir-Lesciov

Vladimirs Leščovs on Latvijas filmas bibliotēkās
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